#venti

Parole (ovvero quelle cose a cui poco badiamo)

Mammoletta: s. f. [dim. di mammola]. – Persona che è o vuole apparire ingenua, timida, modesta (dalla Trecani). Schiappa (Gergale).

Maschio Alfa: Negli animali sociali, alfa designa l’individuo che in una comunità occupa il rango sociale più alto. In italiano ci si riferisce ad essi anteponendo spesso il sesso dell’individuo stesso: maschio alfa, femmina alfa. In tal modo li si distingue all’interno di un gruppo da esemplari che invece ricoprono un ruolo diverso. Raramente questo ruolo viene assolto da più conspecifici. In molte specie gli animali appartenenti allo stesso gruppo esibiscono compiacenza e atteggiamenti di sottomissione e rispetto: generalmente è colui che ha accesso prioritario ed a volte esclusivo all’accoppiamento con femmine fertili e recettive. (wikipedia)

I ¾ dei discorsi che giornalmente mi capita di sentire/vedere/affrontare avvengono nella famigerata area chiamata “pilota automatico”. Cose che vengono dette, ascoltate o lette mentre nella testa uno potrebbe stare risolvendo l’ultimo teorema di Fermat. Cose che scivolano, lasciando a mala pena la traccia del loro passaggio. Poi ci sono i discorsi che uno fa per incastrare gli altri nelle situazioni. Gente che sta lì a giocare con se stessa, che vuole essere rassicurata, capita, aiutata o solamente deve avere una controparte che non sia uno specchio. Ci sono quelli che giocano con le parole per impressionare, dando sempre delle connotazioni emotive ai discorsi, che così restano più impressi, e si impressiona più di quanto sarebbe logicamente aspettarsi. Infine ci sono le parole, singole o definizioni, che racchiudono tutto un mondo, che è molto più di quello che era nelle intenzioni di chi le ha pronunciate. Sempre per il principio che uno è responsabile di quello che dice, non di quello che viene capito.

Ovviamente questo è un post senza un perché, scritto solo in quanto ho trovato buffo sentire due definizioni così lontane tra di loro rivolte alla stessa persona. Nel caso specifico devo ammettere che la prima è stata quella che mi è piaciuta di più, non fosse altro che ho stima della persona che l’ha tirata fuori e che sa fare il suo lavoro bene, ovvero comunicare cose. Detta persona ovviamente rientra nella categoria “buco nero” o “folle allo stadio terminale” o, ancora, più semplicemente nella categoria vaga, indefinita e rarefatta che prende il nome di “Donna”, che è tutto dire…e che in ogni caso mi dovrà almeno un paio di caffè!

#diciannove

Domanda (ovvero di cose che non si dovrebbero fare, ma che poi alla fine…)

Tanto tempo passò da ultimo post, ma ero impegnato a riposare, lavorare, cazzeggiare, implodere, in poche parole a stare dietro a tutta una serie di cazzate che la gente continua a definire vita.

Riassunto delle puntate precedenti1: avevo detto che le rosse mi portavano sfiga? Si, lo avevo detto. Ecco, anche se lo dicevo ovviamente ho fatto un mese a credere che non fosse così, oltre che a un po’ di sesso selvatico!

Riassunto delle puntate precedenti2: avevo detto che dopo questa, basta con le cazzate, che c’hai una età, e magari è tempo di stare calmi, e di non  stare lì a sopportare le cazzate della gente? Si, l’avevo detto. E infatti arriva una infermiera giusto giusto uguale e contraria a come sono io. Peccato che abbia invaso subito ogni spazio disponibile, predisponendomi alla fuga con scatto da 100metrista.

Riassunto delle puntate precedenti3: avevo detto basta circolare per Torpagnotta, che tanto avrei rimediato solo sifilide? Si, lo avevo detto. Ecco, anche se lo dicevo ovviamente ho fatto un mese a credere che non fosse così, oltre che a un po’ di sesso molto selvatico! Ora, a parte il fatto che mi domando se sono diventato come il latte UHT, che dopo un mese scado, mi domando: ma se le cose le so, e non per scaramanzia ma per puro spirito di osservazione, che mi ci ficco a fare dentro certe situazioni?

La risposta la conosco, ovvero che mi piace incasinarmi la vita (oltre che al sesso selvatico, il quale però sta assumendo una valenza sempre minore, dato che ormai non c’ho più il fisico, o forse non ce l’ho mai avuto, bho)…oltre al fatto che mi piacciono le tipe fuori come un citofono! Ed in tutto questo, vedo gente intorno a me che continua ad esplodere, per motivi personali, di lavoro o causa altrui. Eppure non mi ricordavo che campare fosse così difficile, ma forse sono io che ancora mi diverto con poco!

PS1: il fatidico caffè a Bologna ci fu, e sono contento perché malgrado i suddetti casini mi ha fatto piacere rivedere una persona, che è rimasta notevolmente fica e che mi fa sbragare dalle risate. Che tanto mi ha dato l’unico consiglio giusto di tutta la sua vita, che però mi porterà a sbattere la capa addosso ad un muro. Ma vabbè, almeno potrò rinfacciarlo a vita e farmici prendere un po’ per il culo.

PS2: capisci il significato della parola “Destino” quando vedi un bimbo appena nato, e ti rendi conto che sarebbe bastata una cazzata di troppo e la creaturina sarebbe rimasta un’idea nella testa di Dio (o chi per lui). Auguri Luca…good luck and try to enjoy your life! 

#diciotto

Labbra (ovvero di foto che si vedono)

Essendo entrato nel mer(d)aviglioso mondo di FB nel lontano tardo 2009 ho avuto la fortuna di assistere all’evoluzione del suddetto fino alla sua vittoria quasi finale su tutto il mondo. Riprova sono gli amici che mi prendevano per il culo perché mi ero iscritto, mentre loro duri e puri continuavano con i blog, sparando merda su tutto il resto, salvo poi ritrovarli con i blog chiusi ma ben presenti su FB ed altre mille piattaforme tipo google+, twitter e dio sa cos’altro. Mentre io mi sono ritrovato a fare il percorso inverso e ad aprire un bloggo…ma vabbè, queste sono altre storie. Dicevamo che FB vince bene, e lo fa perché integra tante cose. Lasciando perdere i tanti cambiamenti a livello grafico, che mi fanno anche abbastanza cagare, della chat, che ormai non uso più da tanto di quel tempo che dubito ancora esista, del modo in cui gestisce le mail, che mi riporta la cronologia anche di quando non ero altro che una idea nella testa di un dio, la cosa che più ha avuto successo e che sembra mai cambierà è la gestione delle fotografie. In questi anni ho visto millemila foto di utenti, conosciuti e non, in praticamente quasi tutte le situazioni. Mare, montagna, collina, cielo, acqua, aereo, terra, spiaggia, in camicia, in maglietta, in top, in costume, seminudi, semivestiti, semiubriachi, baci, abbracci, quasitrombate, eccetera eccetera. Se c’è una posa, uno scenario, uno sfondo che può venire in mente per una foto, mi spiace ma sicuramente già l’ho vista su FB. E per carità, va bene così: una volta c’erano i blogghi per chi voleva fare lo pseudointellettualequasiscrittore, oggi è giusto poter dimostrare che Mccurry era una mezza sega e che i propri scatti di quando si è seduti sulla tazza del cesso meriterebbero di essere esposti nella galleria di arte moderna di qualsiasi Paese civile di questo mondo (quindi non l’itaglia).

Detto questo, la cosa che noto è che le donne tendono caricare foto in cui hanno le labbra a “culo di gallina”, con espressioni simil-minettiane. Premesso, la Minetti è una gran figa, e sarei ben felice di poter usufruire dei suoi servigi, solo che al momento sono sprovvisto dei millemila euro che mi costerebbe la cosa, non capisco come te, che hai 43 anni, non hai i soldi per il botox, o magari li hai ma il botox si rifiuta di agire, o magari ha agito ma evidentemente il punto di partenza era troppo in là per i risultati sperati, mettendoti in posa, sporgendo e labbra e simulando detto “culo di gallina”, cosa speri di ottenere. O meglio, posso anche immaginarlo, ma poi diventerebbe un post VM18 e non è il mio fine. Ovviamente loro sono solo la punta dell’iceberg, visto che potrei pubblicare un campionario di foto in cui dai 18 ai 50 esponenti del sesso femminile si prodigano in pose da simil-pompino-venuto-(lui)-male. Ora, se certe labbra non le hai, puoi provare a comprartele (il botox di cui sopra) ma sperare di fare colpo con la più sputtanata delle pose, mi spiace dirlo, non ottiene i risultati sperati. Anche perché se poi ti vedo in posa normale e scopro che hai la bocca simil-rana-dalla-bocca-grande-grande, perdi il quintuplo dei presunti punti che speravi (?) di acquistare. Dai retta, lascia stare le certe pose a chi fa il mestiere, e limitati a continuare a rompermi le balle con le classiche palmette e mare, funzionano di più!

#diciassette

Dedra 1.8 (ovvero di una macchina in quasi rottamazione)

Dopo 9 anni di onorato servizio, è giunto il tempo di rottamare la gipsy car. Al suo posto una prestigiosa Yaris, sempre di seconda mano ovviamente, con in più due gomme da neve in omaggio. Il passaggio ovviamente sarà traumatico, non fosse altro perchè bisogna anche vedere come ci entro nella scatoletta di sardine, ma vabbè, ormai la cazzata è fatta. Ovviamente mi piange il cuore per la rossa-amaranto: è stata (e sarà fino al 30 di agosto) la mia prima macchina, mi ha portato in lungo ed in largo tra Roma e Burinia, fino all’Aquila più di una volta, alcova quando non si possedava una casa, disprezzata e derisa da molti, gli stessi che poi ti dicono “prendiamo la tua per andare che la mia non ha il bollino blu” scordandosi che la mia è meno di un euro 0, non mi ha mai lasciato per la strada, neanche quando ho mezzo fuso la guarnizione della testata. Un testa coda alle spalle, milioni di bottarelle quì e lì, tutte ribattute e nessuna aggiustata, giri sulla neve che tanto pesa millemila chili e ce la fa a camminare, SUV sul raccordo che si scansano perchè pensano che sei appena uscito da un campo Rom e non hai neanche l’assicurazione, una rimozione forzata per festeggiare l’ultimo giorno di mercato al centro del paesello, milioni di sigarette fumate sopra e più di qualche donna portata quì e lì. E poi i segni del destino: anni a dire che l’unica paletta che mi avessero mai fatto era all’interno del parcheggio della stazione, superando per anni indenne, malgrado le condizioni becere di me che guidavo, tutti i posti di blocco all’uscita del mucca, ed ecco che 3 settimane fa provano a portarla via. 5 chilometri, paletta dei Carabinieri e tipo che viene arrestato. Lasciamo perdere la scena dei simpatici tutori dell’ordine che si presentano a casa mia con il lampeggiante acceso, citofonando a tutto il palazzo tranne che a me, visto che è l’unico citofono senza cognome e quindi è ovvio che non può essere quello, i vicini che li spediscono da mia madre, che mi chiama dicendomi che stanno arrivando e di farmi trovare al portone, loro che tornano indietro e mi caricano, sempre con il lampeggiante acceso. Il tutto alle 4 di mattina. Praticamente ora tutti sono certi che io sia uno spacciatore. Queste ed altre mille cose su un rottame che però è il mio rottame, e come tale merita rispetto ed un post di saluto.

Tutta la manfrina pseudosentimentale perchè non mi andava di fare un post sul tentativo di appropriazione della gipsy car, sul fatto che la collega nana ora è incinta e sono felice per lei, anche se mi domando come mai tale scelta se un anno fa stava per mandare a cagare la sua convivenza solo per rompere le palle a me senza che io abbia mai dato segnali di interesse per lei, che la cooperante sarebbe da sposare, se non fosse più folle di Psico, e che se uno si impegnasse un po’ di più magari la storia di sesso sarebbe ancora in piedi, ma magari anche no, che lo dicevo che le rosse portano sfiga, che il viaggio è stato bello, peccato che la compagnia non fosse un gran che, che sarei andato volentieri a LowLands a rasarmi il cervello, ma non era il caso e che, di fondo, io sto fuori, ma quello che vedo intorno a me mi porta a pensare che probabilmente più che rottamare la mia dedra dovrei rottamare tante altre cose….che sono di molto molto peggio.

Ciao Dedra, con una lacrima negli occhi ti auguro che quando sarà il trapasso  tu possa correre felice nel paradiso delle automobili (quasi d’epoca).

#sedici


Torpagnotta (ovvero la maledizione che mi perseguita)

Nei meandri di un fu cyberspazio, che ora un esiste più dato che spindermerda è imploso, ricordavo come prendessi in giro una collega per dove abita e di come pronunciassi il nome della famigerata Torpagnotta in vano. L’altra sera dovevo vedere amico in quel di Romavintage, posto di merda dove si riversano gli sfigati rimasti in città per arricchire le tasche dei vari circoletti pseudo culturali che con la scusa di fare gli alternativi cercano di spremere quanti più soldi possibile dalle tasche degli astanti. Quindi sulla fidata Dedra, mi avvio in quel del G.R.A.e mentre la capoccia continua a pensare ad altro, liscio clamorosamente l’uscita Appia. Poco male penso, allungo, mi butto sull’Ardeatina e poi da lì recupero Piazza dei navigatori e poi su fino a Caracalla. Tutto bene fino al 15° incrocio, al quale invece che andare dritto, non so per quale misterioso cortocircuito mentale, giro a destra. E tutto ad un tratto mi ritrovo davanti un cartello con su scritto TORPAGNOTTA. Scatta una risata isterica, dico, che cazzo ci faccio io a Torpagnotta? Ma perché devo capitare in questo luogo di merda, ma soprattutto, chi cazzo ha avuto il coraggio di dare un nome così di merda a cotale landa dimenticata da dio. Invece che girare come un deficiente in cerca di una strada alternativa, mi sono semplicemente girato e sono tornato indietro di circa un chilometro, ribeccando la strada corretta ed arrivando anche in orario.

Questa simpatica esperienza mi ha convinto che la Tommasi quando dice che sono stati gli alieni a suggerirle di farsi tappare ogni buco possibile in cambio di soldi dice la verità. Altrimenti non si spiega perché io periodicamente mi trovi a dover vagare per le discariche di Torpagnotta. Ci DEVE essere una volontà superiore che mi porta da quelle parti, un destino da compiere, un karma da esaurire. Solo vorrei che ci sbrigassimo con questa cosa, che mi sono rotto abbastanza dei tour della zona!

Detto questo: domani si parte per le vacanze. Macchina in giro per mezza europa. Che dio ce la mandi bona (e possibilmente senza mutande).

PS1: lo dicevo che le rosse mi portano rotture e jatture? L’avevo detto vero? Si, l’avevo detto. Vabbè, tanto me ne vado in vacanza!!!!

PS2: un caffè in quel di Bologna ancora mi attende, ma è difficile se la gente cambia il numero di cellulare, vero???

#quindici

Impressioni#2 (ovvero ce la caviamo con dei riassunti)

Si vede che questo periodo non mi va molto di scrivere, vero? Vabbè, poco male, ci limiteremo (io ed il mio amico invisibile) a buttare giù qualche appunto qui e lì, giusto per non farci squottare il sito.

DONNE

  • Le donne si lamentano, troppo. Premessa: la moda del momento è andare in giro indossando leggins e magliettina altezza tetta. Sicuramente peggio dei calzoni bianchi con tanga ascellare nero ben in vista. Ci si lamenta se uno nota che si va in giro a culo di fuori. Ci si lamenta se uno NON fa vedere che ha notato che si va in giro a culo di fuori. Prendere una decisione, o si nota o si deve far finta di non notare, non entrambe le cose contemporaneamente. Resta il fatto che la moda di andare in giro a culo di fuori sarebbe anche simpatica, se ci fossero più culi simpatici da vedere.

  • Le donne si lamentano, troppo e spesso. Premessa: data la moda del momento, se anche mi spiani davanti paio di tette ben servite, forse non è che rimango tanto impressionato, specie perché se la politica deve essere quella del vedere e non toccare, in giro ci sono tanti leggins che mi offrono visuali migliori di un paio di tette, per quanto ben tornite. Quindi non lamentiamoci TUTTE che ormai si vedono solo simil-troie in giro, è la moda del momento. Ma soprattutto non lamentiamoci che ci sono simil-troie che riescono ad apparire più di te che parli, non si fa una buona impressione.

  • Le donne si lamentano che stiamo diventando tutti ghei. Premessa: che si vedono più gheis in giro è vero, ma magari è solo che ora se la vivono un po’ più tranquillamente, forse. Per il resto degli uomini non-gheis, magari dati i punti precedenti, se davvero mi vuoi impressionare e far salire gli ormoni dovresti offrirmi qualcosa di più concreto che una sbirciata e due doppisensi buttati lì. Anche perché la concorrenza è spietata c’è tanta aria di saldi in giro.

  • Ho la predilezione per le tipe mentalmente disturbate o che comunque stanno fuori come dei citofoni!

  • Le rosse, per quanto divertenti, sono (o saranno) il disastro della mia vita.

ESTATE

  • Il caldo mi ammazza. Premessa: se fa freddo uno si copre, ma se fa caldo c’è poco da inventarsi. Ovviamente la risposta alla premessa sarebbe: caria condizionata. Risposta che si scontra con il simpatico edificio storico dove lavoro. Penso che sarò sulle foto di tutti turisti che passano per via 4 fontane, dato che sto sempre fuori a fumare mentre loro scattano immagini del simpatico edificio. Peccato che lo stesso non abbia un impianto elettrico che possa reggere un ventilatore, figuriamoci dei cooler. Morale, dovrò comprarmi un simpatico ventilatore portatile alimentato via usb. Poi dici che l’Italia va male.

  • Il caldo mi ammazza e quindi odio la gente che a già a settembre scassa le palle perché vuole l’estate. Premessa: se vivessi a Miami probabilmente vorrei l’estate tutto l’anno. Vivo in Burinia sud-est, lavorando nella merdavigliosa Capitale e non avendo l’aria condizionata, opterei volentieri per un’eterna primavera. Che poi di farmi 3 ore di coda A/R per andare al mare durante il w.e. anche no!

  • Il caldo mi ammazza e odio chi fa finta che non fa caldo. Premessa: Grimilde (colei che decide come e se si spendono soldi da noi) va in giro facendo la simpatica e dicendo che lei non sente caldo e che si sta bene. Ora, non siamo tutti uguali, fa un caldo bestia, in ufficio mi sudo anche liquidi che non ho ingerito, probabilmente la scopa la dovrebbe usare per volare e che quindi dovrebbe sfilarsela dal culo e se morirò sulla tastiera del mio PC, dopo essere sopravvissuto ad un anno di Medio Oriente, dovranno scrivere sul mio epitaffio: morto da stronzo in un paese di stronzi (semi-cit.)

VARIE

  • La prima ex storica, è in dolce attesa. Sono felice per lei, era quello che ha sempre voluto e ha trovato il tipo giusto. Se a questo aggiungiamo che altre due amiche in dolce attesa, forse che sia giunto tempo per cominciare a scegliere una donatrice di ovuli? (la risposta è no, ovviamente)

  • Il 7 luglio si sposa la mia ultima ex storica. Sono indeciso se farle il regalo, considerando che non mi ha invitato al matrimonio e che, in due anni che ci siamo lasciati e che si viaggia insieme tutti i giorni, neanche mi ha detto per sbaglio “sai, mi sposo”.

  • Organizzato viaggio estivo: Monaco, Praga, Amsterdam, Costa azzurra. 17 giorni in macchina con altri due amici. Bello, anche se in Olanda sono stato tante di quelle volte che mi serve una calcolatrice scientifica per tenere i conti, e con Praga siamo a quota 4. Avrei voluto farmi un altro low lands…ho fisicamente bisogno di radermi il cervello altezza zero! Ma vabbè, rimedierò, forse.

  • Lavoro. Quale lavoro? Ahhhhhh il lavoro. Bhaf, quando riattaccherò il cervello vedremo.

A bientot

#quattordici

Car (ovvero quando Dio non vuole)

Distributore di benzina. Selfservice. Pakistano che mi vuole mettere benzina a tutti i costi. Mi impietosisco. Gli dico “20 verde”. Lui mi ripete “20 verde?”. Io ripeto “si, 20 verde”. Accendo sigaretta, mi giro per dargli un euro e vedo che mette a posto una pistola per il rifornimento gialla. Non ci presto troppo caso, ma il mio cervello registra qualcosa che non va. Riparto. Sono a gas e quindi la macchina va bene. Arrivo nella Capitale. Serata pesa, che c’ho una croce da dovermi accollare e un rapporto da chiudere. Birra, chiacchiere, nuova birra, discorsi pesanti, camminata fino alle macchine, nuovo discorso, questa volta molto serio ma con un senso, abbraccio e saluti. Per ripartire, visto che a gas sforza, rimetto a benzina e la macchina comincia a singhiozzare e si spegne. Passo di nuovo a gas, la macchina riparte, metto la prima e mi butto verso la tangenziale. Mentre raggiungo il raccordo continuo a provare a passare da gas a benzina, con il solo effetto che il motore si imballa e la macchina rischia di spegnersi. Raggiungo l’uscita della Prenestina, direzione burinia sud-est (peccato che il vecchio post su tale strada sia ormai parte del cybernulla), e all’ennesimo semaforo rosso il mio cervello si illumina. Il coglione davanti a me inchioda e gira all’ultimo istante, probabilmente per fermarsi a fare shopping nel gran centro commerciale del sesso che è la simpatica strada, che ormai sono più lucciole che lampioni. Tra una bestemmia per l’inchiodata e l’illuminazione di 5 secondi prima che rischia di sparire, mi dico che la figa è un mercato che non risente di crisi. Ricordandomi che stavo per trovare la soluzione del quesito del secolo, raggiungendo il Nirvana, mi dico “ma vuoi vedere che invece che la verde c’ha messo del gasolio?”. Rivedo la scena davanti ai miei occhi: la pistola gialla, il 12epassa litri sul display, il fatto che la macchina fino a quel momento andava bene. Scelgo il mio santo preferito (S.Paolo per la precisione) da nominare in vano con epiteti scelti a caso tra quelli conosciuti, e mi dirigo di corsa verso il distributore, che si trova sulla strada di casa. Arrivo, comincio a frenare e sento che il pedale affonda un po’ troppo. Solevo il piede, pompo di nuovo sul pedale e questa volta la macchina quasi inchioda. Scelgo il mio secondo santo preferito (S.Pietro) e ripeto l’operazione di nominaggio in vano, intuendo che, con la prima inchiodata sulla Prenestina, devo aver rotto qualcosa. Parcheggio al distributore, confermo i miei sospetti, metto altri 20 euro di benza, per cercare di diluire un po’ la simpatica miscela che c’è nel serbatoio nella speranza di far ripartire la macchina la mattina successiva per raggiungere il meccanico. Riparto, raggiungo casa e, usando le marce ed il freno a mano, riesco a fermarmi e parcheggiare decentemente, dato che il pedale dei freni ormai era più molle ed inutile della pancia di Ferrara. Vado a dormire con i seguenti pensieri:

  • Faccio benzina in quel distributore perché risparmio ben 0,09 centesi di euro al litro, e se devo dare un euro a quello che mi mette benza, faccio prima ad andare al distributore più caro della zona.

  • Se decidi di fare l’abusivo ad un distributore, forse la differenza tra il colore verde e quello giallo lo dovresti sapere, altrimenti ti mancano le basi del mestiere.

  • Questa dei freni mi mancava, ma vabbè, meglio adesso che tra due settimane, che poi avrei dovuto tornare dal meccanico.

Morale della storia? Forse che dopo aver visitato Napoli mi domandavo perché si dice: vedi Napoli e poi muori? Forse, semplicemente, perché se arrivi a dover andare a Napoli per fare qualcosa di diverso e visitare una città diversa, puoi anche suicidarti, perché vuol dire che ormai hai fatto tutto nella vita? O forse non bestemmiare per i più di 40 euro di robbba nel serbatoio buttati nel cesso, con la macchina che sembra quella del brucaliffo, dato che continua a sputare fumo blu? O ancora Freni andati causa rottura del tubo del liquido? O il fatto che il tutto si aggiunge ai 40 di divieto di sosta e 150 mercanteggiati con il deposito giudiziario (ne voleva 206) da me gentilmente regalati solo perché il venerdì notte avevo bellamente parcheggiato nella piazza, scordami che quello era l’ultimo sabato in cui si teneva il mercato nel centro cittadino? O credere che Dio, o chi per lui, mi ha fatto capire di lasciare perdere la macchina e di usare i mezzi pubblici, se ce ne fossero?

PS: Berlino per una settimana. Quanto stanno avanti i crucchi. Io se fossi in loro caccerei tutti PIGS dall’Europa, costruirei un bel muro alto 60 metri sulle alpi, con mine antiuomo a seguire e branchi di Doberman lasciati a pascolare subito dopo, nel caso qualcuno riuscisse comunque a passare, e mi godrei quello che questi, partendo da sottozero, sono riusciti a fare.